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Maltempo Primiero San Martino di Castrozza, foto dal drone per quantificare i danni

Circa 160,000 mc il volume di alberi schiantati nel solo territorio comunale. Il punto sui danni dopo l'ondata di maltempo di fine ottobre 

Raffiche di vento oltre i 100 km/h a Primiero San Martino di Castrozza e passo Rolle, hanno creato danni e devastazione nell'intero territorio del Comune a fine ottobre. Il monte Bedolè, la montagna che domina dall'alto il centro di Fiera di Primiero non è più la stessa con migliaia di piante abbattute come fiammiferi. Dalle prime stime dei tecnici, si ipotizza in circa 160.000 mc il volume di alberi schiantati nel solo Comune di Primiero San Martino di Castrozza. Ma come si è organizzata l'Amministrazione sul fonte delle opere forestali?

Subito dopo l’emergenza, già nella giornata di martedì 30 ottobre – spiega il Sindaco Daniele Depaoli -, l'Esecutivo comunale non ha perso tempo cercando di pianificare gli interventi da realizzare fin da subito. Sono state incaricate alcune ditte boschive per liberare le strade forestali e non, dalle piante cadute: prima in Val Canali e a seguire tutte le altre.

Subito dopo sono stati organizzati dei sopralluoghi tecnici con la consulenza del dottore forestale Ervino Filippi Gilli e con l'utilizzo di un drone che ha scattato delle foto in altissima risoluzione. Il volo con il 'quadricottero' ha interessato le zone più danneggiate in termini forestali: del monte Bedolè (dal confine con Mezzano) fino a malga Crel; Civertaghe e Ronzi; Val Canali e Val Giasinozza. Da quel momento la situazione sul Comune è stata più chiara in termini di danni e di successivo recupero, vista anche l'assenza di strade forestali in alcune zone”.

Secondo i rilievi effettuati, dalle aree fotografate dal drone, emergono i seguenti volumi di alberi schiantati: Tonadico 30.878 mc, Transacqua 44.215 mc, Siror 29.139 mc, Fiera 15.440 mc. Oltre alle grandi aree in cui tutte le piante sono state abbattute e su cui sono stati calcolati i volumi, bisogna aggiungere anche tutti gli alberi “sparsi” nel bosco e che con il drone difficilmente si vedono, ovvero circa altri 40.000 mc di legname caduto a terra a causa del forte vento.

Nel complesso – aggiunge il Sindaco Depaoli - i danni alle infrastrutture forestali sono stati abbastanza limitati. Si segnalano però molti piccoli cedimenti nelle massicciate delle strade dovuti in prevalenza alle piante che si sono rovesciate. Grosse erosioni si sono registrate in Val Canali (a valle della Malga Canali), a Pontalt, in Giasinozza. I danni più rilevanti sono quelli legati alle colate detritiche della Val Coradela e della Val del Diaol. La prima ha interrotto la strada forestale ed ha inghiaiato i prati nella zona dei Dismoni, la seconda ha fatto più danni asportando il ponte della strada forestale verso Pian del Termen, poi ha chiuso la strada per San Martino ed infine ha inghiaiato i prati alla confluenza con il Cismon. Particolarmente importanti i danni del maltempo nella foresta demaniale di San Martino di Castrozza. Ci sono schianti nella zona del Colfosco (area di partenza della cabinovia Tognola e in zona Val Cigolera) ma anche agli Orti Forestali (sopra Prà delle Nasse) e in zona Val di Roda e Col, solo per citare i più importanti”.

Per il momento, il Comune ha già fatto un’asta per alcuni lotti di legname in Val Canali e proseguirà nei prossimi mesi con altri lotti. Il legname dovrà essere però recuperato al massimo entro i prossimi 2-3 anni.

Tra i problemi da segnalare, ci sono poi aree in cui probabilmente non si potrà recuperare il volume schiantato, per problemi logistici. Molte piante inoltre, spezzate dal vento, possono essere utilizzate solo per realizzare cippato e pellets.

Inoltre, in seguito all'emergenza maltempo di ottobre, con l’aumento del volume di legname sul mercato, sono calati notevolmente i prezzi. Se prima dell'emergenza le piante in piedi valevano 50/70 €, oggi si fatica ad arrivare ai 20/25 € con notevoli perdite di mercato.

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Pagina pubblicata Giovedì, 17 Gennaio 2019

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