Personaggi storici

Personaggi di spicco legati a Primiero San Martino di Castrozza

[Fonte: Wikipedia Italia]

Luigi Negrelli

 

Luigi Negrelli (Fiera di Primiero, 20 aprile 1799 – Vienna, 1º ottobre 1858) è stato un ingegnere austro-ungarico.

Pioniere della ferrovia e ingegnere civile di levatura mondiale, è noto soprattutto per aver steso il progetto per la realizzazione del Canale di Suez. Nominato dall'Imperatore Francesco Giuseppe Cavaliere di Moldelba, nei Paesi di lingua tedesca, dove operò a lungo, è conosciuto come Alois Negrelli, Ritter von Moldelbe.Luigi Negrelli nacque durante il periodo napoleonico a Fiera di Primiero, in Welschtirol (l'attuale Trentino), parte della Contea del Tirolo, quarto figlio di una ricca famiglia mista di commercianti di legname (il padre di origini venete parlava il primierotto mentre la madre apparteneva al gruppo tedesco). Il padre Angelo Michele, borgomastro di Fiera di Primiero, rimase fedele agli asburgo durante le guerre fra i francesi e i tirolesi, finendo in carcere e causando il tracollo finanziario della famiglia. La sorella maggiore, Giuseppina Negrelli, partecipò attivamente alla rivolta anti-napoleonica, imbracciando il fucile assieme ai Bersaglieri tirolesi.

Conclusa l'istruzione elementare, studiò grazie all'aiuto economico del governo asburgico presso il seminario di Feltre e successivamente a Padova. Si laureò in Ingegneria presso il Politecnico di Innsbruck.

Appena ventenne venne chiamato a lavorare come praticante presso la Direzione dei lavori pubblici dell'area corrispondente all'attuali regioni del Trentino-Alto Adige, Tirolo e Vorarlberg, occupandosi in particolare di lavori di carattere stradale e idraulico in Val Pusteria e lungo il corso dell'Adige. In seguito si occupò della correzione e delle sistemazione idraulica del corso del Reno tra il Principato di Liechtenstein e il lago di Costanza. Nel frattempo si sposò ed ebbe dieci figli. Da ricordare furono la figlia Maria Negrelli Grois che cercò, alla sua morte, di fare riconoscere i giusti meriti del padre per l'attività fatta relativamente al Canale di Suez e la figlia Maddalena Negrelli Formenti, che inventò una macchina per la filatura delle fibre di gelso e meritò una menzione onorevole del Governo del regno Lombardo Veneto. Nel 1830 si trasferì in Svizzera, dove gettò le basi dell'attuale rete ferroviaria nazionale. Iniziò a lavorare come ispettore dei lavori stradali e per la costruzione di acquedotti nel cantone di San Gallo. Due anni dopo divenne ingegnere capo a Zurigo della Kaufmannschaft (Unione commerciale). A Zurigo si occupò della costruzione di arterie stradali, moli e ponti, realizzando in particolare i ponti di Münster e sul fiume Limmat (1836–1838). Protagonista della riqualificazione e della trasformazione del centro urbano, la municipalità di Zurigo gli conferì una medaglia d'oro e la cittadinanza onoraria.

Nel periodo in cui lavorò in Svizzera fu il progettista della prima ferrovia nazionale, che andava da Zurigo a Baden (Canton Argovia) e studiò sistemi adatti per permettere ai treni di superare dislivelli molto elevati.

Rientrato in Austria, tra il 1840 e il 1842 divenne ispettore generale delle ferrovie dell'Impero. In questo periodo costruì le tratte ferroviarie Olomouc - Praga (od. Repubblica Ceca), Praga - Děčín (id.), Brno - Ostrava (id.) e partecipò alla progettazione del tracciato verso Černivci (od. Ucraina). Progettò anche il ponte ferroviario sulla Moldava presso Karlín, sobborgo di Praga, in ceco chiamato Negrelliho viadukt. Inaugurato il 1º gennaio 1850, con i suoi 1.111 metri e le sue 87 alte arcate è il ponte più lungo della Repubblica Ceca.

A conclusione della prima guerra di indipendenza, nel 1849 si spostò nel Lombardo-Veneto, stabilendosi a Verona e a Milano, allo scopo di risistemare le arterie stradali e ferroviarie danneggiate dal conflitto. Ricostruì la linea ferroviaria tra Milano e Venezia, mentre a partire dal 1850 progettò la nuova ferrovia del Brennero tra Verona e Bolzano.

I grandi successi conseguiti gli valsero la nomina da parte dell'Imperatore a Cavaliere di Moldelba (Ritter von Moldelbe) (20 ottobre 1850). Il predicato scelto derivava dai due grandi fiumi della Boemia, la Moldava e l'Elba, tra i quali egli aveva progettato un canale.

Monsignor Stefano Fontana 

Stefano Fontana nacque a Siror, il 21 febbraio 1886. Nell’autunno del 1898 entrò nel seminario di Trento dove compì gli studi ginnasiali, liceali e teologici.

Fu ordinato sacerdote il 21 dicembre 1909. Fu destinato dai superiori all’insegnamento e l’anno successivo s'iscrisse alla facoltà di filosofia nella Università di Innsbruck. Si laureò quattro anni dopo ed entrò come supplente al Seminario minore di Trento.

E’ in questi anni giovanili che matura la passione per la storia. Un'interesse che lo vide instancabile frequentatore di archivi, trascrittore attento di documenti e divulgatore rigoroso delle vicende storiche locali, con un’attenzione particolare alla Valle di Primiero. Allo scoppio della prima guerra mondiale lasciò Trento e nell’estate del 1916 seguì, come assistente spirituale, parte dei compaesani di Siror condotti profughi nei comuni di Serravalle, Gavi e Arquata in provincia di Alessandria. Rientrato nell’ottobre successivo, si trasferisce a Feltre, dove presso il Seminario all’attività di docente affianca quella di vicedirettore.

In questo periodo frequenta assiduamente l’archivio vescovile di Feltre e altri archivi di questa città e di Belluno; rinvenendo e studiando documenti e atti che diventeranno materiale fondante delle sue ricerche storiche. Nel frattempo s'iscrive alla facoltà di Lettere nell’Università di Padova (si laureerà nell’immediato dopoguerra).

In seguito alla rotta di Caporetto, del 24 ottobre 1917, dovette lasciare Feltre e interrompere bruscamente il suo magistero. La riprenderà a Tesero nell’ottobre dell’anno successivo, per i seminaristi di Fiemme e Fassa. Nell’aprile del 1919 riaprì, seppur ancora danneggiato dagli eventi bellici, il Seminario di Trento. Don Fontana rientrò nella sua sede "naturale": vi insegnò, greco, latino e tedesco con competenza e intelligenza didattica per 35 anni, curando contemporaneamente la biblioteca del Seminario minore. Lascerà la sede di Trento solo allo scoppio della seconda guerra mondiale andando a dirigere una sezione staccata del Seminario Minore, prima a Pergine e poi a Drena.

Nel frattempo mette a frutto il notevole corredo di notizie e documenti acquisito: grazie alla sua chiara visione delle vicende passate e alla notevole capacità letteraria incomincia a scrivere. E’ del 1929 lo scritto Il vescovo di Feltre Giacomo Rovellio a Trento. Per il XXV anno di episcopato di Mons. Endici. E’ il primo di una lunga serie di lavori, in gran parte articoli che compariranno su varie riviste della regione e soprattutto sul mensile Voci di Primiero.

Di questo bollettino parrocchiale fu, nel 1941 uno dei fondatori insieme con don Giovanni Gubert. Continuò a seguirne e curarne l’edizione corredandolo di innumerevoli articoli, quasi tutti anonimi, sulle vicende storiche ma anche di costume della valle di Primiero.

Morì a Trento il 20 aprile 1972.

Mercoledì, 15 Ottobre 2014 - Ultima modifica: Martedì, 03 Marzo 2015