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A Siror nasce il museo “partecipato” della Scuola di Primiero Vanoi Mis

La Scuola Elementare di Siror torna a vivere, tra presente e passato, grazie al prezioso sostegno del Comune di Primiero San Martino di Castrozza, dell'Istituto Comprensivo e del locale Comitato Tradizione e Cultura che hanno sostenuto un nuovo, interessante progetto culturale

Nell'edificio che oggi ospita anche diverse Associazioni di Valle, troverà sede il Museo rievocativo della Scuola. Gran parte degli allestimenti saranno composti da materiale fino ad oggi custodito negli archivi privati e scolastici attualmente in via di catalogazione e restauro, un vero patrimonio della storia locale.

“Nonostante in questi ultimi decenni si sia verificata per innumerevoli ragioni una perdita inestimabile di testimonianze - spiegano Flavio Taufer e Pietro Depaoli maestri promotori e ideatori dell'iniziativa - siamo riusciti a mettere in salvo importanti cimeli che ora è tempo di restituire alla conoscenza di tutti. Esiste in noi la convinzione che in molti custodiscano ancora preziosi ricordi su una realtà che ha coinvolto una catena di generazioni. Per salvare il salvabile e rendere partecipi quante più persone possibile, sollecitiamo i cittadini consapevoli di questa importante ricerca, a valutare quanto in loro possesso, magari abbandonato in soffitta, a rischio di finire in discarica o nella carta da macero”.

“Attualmente – spiega l'assessore comunale Francesca Franceschi – è già stata allestita un’aula con lavagna e i tradizionali banchi di scuola risalenti alla metà del '900. Due di questi originali, provenienti dalla vecchia scuola dei Bellotti nell’area di confine fra Trentino e Bellunese. I rimanenti 10 realizzati dal falegname Paolo Gobber finanziati dal Comune di Primiero San Martino di Castrozza, con il supporto del locale Comitato Tradizione e Cultura che ha creduto fin da subito nel progetto”.

I più anziani potranno rivivere emozioni di un tempo ormai lontano, mentre i più giovani, scopriranno “le aste e la bella calligrafia” scrivendo con pennino, inchiostro e calamaio. Potranno inoltre toccare con mano i pallottolieri dell'epoca, assistere a proiezioni con lanterna magica, episcopi e filmine, stampare a ciclostile, ammirare quadri di un tempo o i calendari della Montesca.

Ma si potrà anche rimanere semplicemente seduti a mani dietro la schiena, vedendo funzionare una macchina a vapore, sfogliando i quadernetti con le cornici d’un tempo, ascoltare vecchie storie, udire il suono della campanella e schioccare la bacchetta del maestro, imparare a ricamare, accedere ai registri scolastici e scoprire i voti di genitori e dei nonni.

Conoscere quindi, con inevitabile emozione, com’era la scuola, in tempi non molto lontani. L’atrio, il corridoio e una seconda aula, forniranno spazio espositivo, di consultazione testi, zona di proiezione video, raccolta d’immagini e archivio storico.

L'invito accorato dei promotori, rivolto ai concittadini, è di cercare in soffitta, tra le vecchie fotografie e i ricordi del passato, per contribuire alla conservazione e valorizzazione di un importante tesoro di memorie collettive da dedicare a chi, prima di noi, si è seduto tra i banchi o verso quei banchi si è rivolto per trasmettere cultura e insegnamenti.

“Stiamo raccogliendo fotografie di gruppo o individuali – spiegano ancora Depaoli e Taufer - corredo scolastico, oggetti, vestiario, libri, riviste, diari, quaderni, disegni, testimonianze di vario genere. Sta aumentando il numero di collaboratori tra i docenti a riposo che si sono dimostrati pronti a condividere l'iniziativa con materiali, studi su argomenti specifici e proposte originali. Siamo in attesa di nuove collaborazioni.

Il Museo sarà un ambiente da conoscere e aperto alle idee, una scuola del passato rivolta al futuro, interessante raffronto tra gli antichi saperi, le trasformazioni sociali, l’ultra moderna scuola e i nuovi criteri educativi e d’insegnamento. Un segnale di riflessione in quest’era dove imperversano ritmi frenetici, incertezze, sconcerto, difficoltà generalizzate nella corsa agli obiettivi, burocrazia e, tra pregi e difetti, un mondo dominato dal digitale.

Per altre informazioni:

Flavio Taufer - E-mail: flaviotaufer@libero.it – Cell: 331 105 5137

Pietro Depaoli - E-mail: pilopali@yahoo.it – Cell: 340 164 1940

Angelo Longo – E-mail: angelo.longo@gmail.com – Cell: 340 349 6522

Pagina pubblicata Venerdì, 09 Novembre 2018
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